ElettroPlast srl
 
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La Nostra Azienda è specializzata nella tecnologia ad iniezione per la trasformazione delle materie plastiche e per la formazione di oggetti dalle forme e dimensioni più svariate.
In questa sezione spiegheremo in modo breve e molto sintetico di cosa si tratta la formatura di pezzi per iniezione.

Il Materiale caricato in una tramoggia viene calato ancora solido all’interno di una camera di riscaldamento contenente una vite rotante.
Il polimero viene riscaldato nella camera cilindrica ad opera di resistenze e anche a seguito dell’attrito dovuto alla rotazione della vite.

Una volta arrivati alla temperatura di transizione vetrosa, Tg, che varia a seconda del polimero, la parte amorfa del materiale diventa liquida. In sintesi, un polimero termoplastico amorfo viene lavorato ad una temperatura superiore alla Tg, un termoplastico cristallino e semicristallino viene lavorato ad una temperatura superiore alla temperatura di fusione, Tm.

Una volta fuso, il polimero viene spinto grazie all’azione della vite rotante, attraverso uno o più ugelli nello stampo, dove va a riempire delle cavità a seconda della forma del pezzo finale, e dopo esser tornato allo stato rigido, viene estratto dallo stampo.

Di norma la pressione esercitata per iniettare il fuso nello stampo deve essere inferiore a quella di chiusura dello stampo stesso. Un ruolo importante lo giocano le sezioni degli ugelli attraverso cui il materiale entra nello stampo: se la sezione è abbastanza grande il flusso del materiale plastico è di tipo laminare, altrimenti esso è di tipo turbolento, il quale oltre a esigere delle pressioni molto maggiori, può provocare elementi dannosi per l’oggetto finale, quali tensioni interne, occlusioni di aria ed altro.

Senza ora aprire una trattazione abbastanza lunga ma che è importante per capire a fondo il processo della formatura per iniezione, quale può essere l’orientamento delle macromolecole, vorremmo chiudere con il raffreddamento del pezzo nello stampo. E’ intuitivo pensare che ad una diminuzione di temperatura , la mobilità delle macromolecole diminuisca. Arrivati alla Tg, le catene polimeriche rimangono ferme e il materiale è allo stato solido.
Il raffreddamento ovviamente non è omogeneo, si raffredda prima il materiale a contatto con le pareti dello stampo e poi gli strati interni che possono solidificare completamente anche dopo un mese dalla formazione del pezzo.

Per uno studio più approfondito vi rimando alla sezione download dove troverete un file in formato pdf che tratta in maniera più completa dello stampaggio ad iniezione.

Edit by Gianni Spagnoli

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